Infanzia dimenticata

2 Ottobre 2009

 

Cari cittadini di Pietraperzia, eccoci nuovamente qui a parlare dei problemi che affliggono il nostro paese. Questa volta vogliamo portare alla vostra attenzione il totale stato di dimenticanza in cui versano i bambini che frequentano le scuole materna ed elementare di Pietraperzia.

Alcuni genitori ci hanno infatti segnalato la mancata attivazione della mensa e del servizio scuolabus , entrambi necessari per un miglior funzionamento degli istituti in questione.

Il problema non sembra essere nuovo. Ogni anno infatti, la riapertura delle scuole non coincide con la riattivazione dei servizi in questione, ma occorre aspettare alcuni giorni perché tutto ritorni “alla normalità”.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi:

 

  • Perché non si provvede per tempo (durante l’estate) a discutere e risolvere i problemi che riguardano la scuola, così da consentire un inizio d’anno normale per bimbi e genitori?
  • Perché bisogna sempre aspettare le proteste per darsi una mossa e far partire servizi come le mensa e lo scuolabus che, invece, dovrebbero essere immediatamente attivati, data la loro importanza?

Concludiamo auspicando il ripristino dei servizi, impegnandoci fin d’ora a proseguire negli appelli e nelle proteste (anche per mezzo di manifestazioni pubbliche) ove ciò non dovesse avvenire.

Regolamento elettorale

30 Settembre 2009

Il Circolo Polites ha elaborato il seguente Regolamente Elettorale che ogni membro si impegna a rispettare nel caso in cui dovesse assumere cariche elettorali.

Tutti i membri del Circolo d’opinione Polìtes, in caso di elezione a cariche elettive o di incarico assessoriale,

SI IMPEGNANO

  • A svolgere il proprio incarico ispirandosi ai principi di correttezza, lealtà e onestà, in primo luogo nei confronti di tutti i cittadini;
  • Ad operare nell’esclusivo interesse della collettività, tenendosi fuori da qualsivoglia inciucio o gioco di potere diretto al perseguimento di interessi personali;
  • A promuovere iniziative volte allo sviluppo sociale, economico e culturale della comunità, attenendosi, per quanto possibile, al programma elettorale stilato e approvato dai membri;
  • Ad informare tempestivamente il Circolo Polìtes di tutte le future votazioni e/o decisioni nelle quali è tenuto ad esprimersi, fornendo tutti i dettagli utili ad intavolare una discussione;
  • A seguire la linea decisa dalla maggioranza dei membri del Circolo Polìtes conformando ad essa il proprio voto in sede consiliare o la propria decisione in sede governativa;
  • A devolvere una percentuale (da decidere) del proprio compenso a favore del Circolo Polìtes;
  • A pubblicare il proprio curriculum su questo sito;
  • Sanzioni disciplinari (da decidere).

Legge sullo scudo fiscale

29 Settembre 2009

Il Circolo Polites invita tutti a sottoscrivere l’appello di Bruno Tinti al Presidente della Repubblica

Signor Presidente

il Senato ha approvato l’emendamento Fleres alla legge che ha istituito lo scudo fiscale. Se anche la Camera lo approvasse, Lei resterebbe l’ultima difesa.

Signor Presidente, con questo emendamento una legge già odiosa diventerà uno strumento di illegalità. I beneficiati dallo scudo non potranno essere perseguiti per reati tributari e di falso in bilancio, il mezzo con cui sono stati prodotti i capitali che lo Stato “liceizza”; e intermediarie professionisti che ne cureranno il rientro non saranno tenuti a rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio; insomma omertà, complicità, favoreggiamento.

Le prime due previsioni, in realtà, non cagioneranno un grave danno al concreto esercizio della giustizia penale: da anni (dal 2000) una legge costruita all’esplicito scopo di impedire i processi penali in materia di reati fiscali assicura l’impunità alla quasi totalità degli evasori. Perché l’evasione fiscale costituisca reato bisogna evadere un’imposta superiore a 103.000 euro per ogni anno di imposta; e i casi di evasione superiori a tale soglia si aggirano intorno al 10 % del totale. E’ormai impossibile celebrare un processo per falsa fatturazione, e dunque anche per frode all’Iva comunitaria: quando si scopre una “cartiera” (una società che emette fatture false) e quindi si scoprono gli “utilizzatori finali” (secondo una recente definizione che ha avutomolto successo) di queste fatture, poi non si può fare un unico processo ma tanti quanti sono i luoghi in cui questi utilizzatori hanno il loro domicilio fiscale; il che è fonte di tali sprechi di tempo e di risorse da garantire nella quasi totalità dei casi la prescrizione. Infine, una delle forme più insidiose di evasione fiscale, quella commessa mediante la sistematica falsificazione della contabilità (il sistema seguito dalla quasi totalità degli evasori), è stata considerata un reato lieve, punito con una pena massima di 3 anni di reclusione; il che significa che nessuno va mai in prigione per via di sospensione condizionale della pena, indulto, affidamento in prova al servizio sociale.

Quanto al falso in bilancio, non è certo una novità che dopo la riforma della legislazione societaria voluta dal governo Berlusconi (che ha consentito allo stesso Berlusconi di essere assolto in molti processi in cui era imputato per questo reato), in Italia di processi del genere non se ne fanno più: il falso in bilancio è divenuto un reato fantasma, che c’è in astratto ma non si processa mai in concreto.

Ma la nuova legge contiene una norma che è una calamità: essa assicura l’impunità a trafficanti di droga, di armi, di donne, sequestratori di persona e altri delinquenti di grosso livello.

Signor Presidente, il danaro non ha colore, non odora diversamente a seconda del reato da cui deriva, non ha etichette che lo identifichino. Il provento dell’evasione fiscale e del falso in bilancio non si differenzia visivamente dal riscatto pagato dalla famiglia del sequestrato o dal ricavo del traffico di esseri umani. I trafficanti di droga colombiani portano il loro denaro a Miami e lo “ripuliscono”pagando circa il 50 per cento: questo è il prezzo del riciclaggio. Se passasse questa legge, avremmo un riciclaggio di Stato, per di più assolutamente concorrenziale con quello praticato dai professionisti del settore: lo scudo fiscale costa solo il 5 per cento.

E’vero, la nuova legge prevede che la possibilità per banche e altri intermediari di non rispettare l’obbligo di segnalazione per l’antiriciclaggio sia limitata ai reati fiscali e al falso in bilancio. Ma, signor Presidente, chi glielo spiegherà alle banche (che certamente non hanno molto interesse a scoraggiare queste iniziative da cui ricavano dei bei soldi) che i capitali che rientrano provengono da un traffico di armi e non da evasione fiscale? Come distinguere il provento dell’evasione fiscale da quello di altri truci e violenti delitti?

Non si può, signor Presidente: questa legge garantirà ai peggiori delinquenti una prospera e sicura verginità.

Signor Presidente, questa legge è una bandiera dell’illegalità: dove non avrà concreti effetti sul piano penale, trasmetterà un messaggio di opportunismo: renderà evidente a tutti che adempiere ai propri obblighi tributari, a principi etici irrinunciabili nella gestione delle imprese, è un’ingenuità, peggio è antieconomico. E’ una legge criminogena perché favorirà la futura evasione fiscale, convincendo tutti che “pagare le tasse” è cosa inutile, perfino stupida, tanto,prima o poi …. E dove invece e purtroppo avrà concrete conseguenze, sitratterà di un formidabile favoreggiamento nei confronti delle forme più gravi di delinquenza organizzata. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Magistratura non potranno nemmeno trovare le prove di questi reati, forse conosciuti per altre vie, poiché il provento del reato sarà ormai sparito.

Signor Presidente non firmi questa legge; eviti che il nostro Paese sia sospinto ancora più in fondo nel precipizio di illegalità, peggio, di immoralità che ci sta separando dai Paesi civili.

SOTTOSCRIVI L’APPELLO

La vara scomparsa

26 Settembre 2009

Facciamo un po’ di chiarezza sulla vicenda.

Tempo addietro fummo informati da Salvuccio B. che l’ex vara di "lu Signuri di li Fasci", quella danneggiatasi irreparabilmente durante la processione del 1989, era stata bruciata.

Poichè ogni persona di questo mondo riterrebbe impossibile, assurdo, inverosimile che un pezzo di storia come questo scompaia da un giorno all’altro o che addirittura venga bruciato e, avendo avuto, tra l’altro, la conferma che la vara si trovava al suo posto, abbiamo ingenuamente sottovalutato la notizia (e di questo ne prendiamo atto).

La storia sembrerebbe quella di un film ma a Pietraperzia è la realtà nuda e cruda.

La vara è scomparsa e nessuno sembra sapere dove si trova. A voi le conclusioni.

Il circolo Polites prende atto della gravità della situazione e si promette di tenervi informati sul proseguio della vicenda (perchè ci sarà un proseguio…).


PS: ci scusiamo se nella giornata di ieri, a causa di interventi di manutenzione sul server, il sito è risultato a tratti irragiungibile.

ALT…SONDAGGIO!

24 Settembre 2009

E tu cosa pensi di Polìtes?

Sono passati quasi 2 anni anni dalla nascita del circolo d’opinione Polìtes; 2 anni intensi per tutti noi membri che abbiamo messo l’anima e il cuore in questo ambizioso progetto, con numerosi sacrifici personali e cercando di dare sempre il massimo per risollevare le sorti di Pietraperzia.

Dal nostro punto di vista il bilancio di questi primi due anni è più che positivo, considerando il fatto che Polìtes è un circolo d’ "opinione": infatti il primo e principale obiettivo che ci siamo posti è stato quello di risvegliare dal torpore  e dall’inattività pluriennale l’amministrazione e l’opposizione e soprattutto di rompere l’apatia e il silenzio che regnavano all’interno dell’opinione pubblica. L’entusiasmo e anche le critiche (che sono comunque una forma di interesse e attenzione) che accolgono sempre le nostre lettere ci portano a credere che ci stiamo muovendo nel verso giusto e ci danno la carica per continuare.

A proposito di critiche, qulcuno ci accusa di saper solo fare polemica sterile senza proporre e senza realizzare nulla di concreto. Noi rispondiamo ribadendo che il nostro compito è quello di tenere alta l’attenzione collettiva sui problemi che ci affliggono facendoli costantemente presenti a chi ha il dovere di risolverli, cioè l’amministrazione e non quello di sostituirci gratuitamente a quest’ultima. Purtroppo queste persone confondono l’oggetto delle loro critiche colpendo noi che non abbiamo nè il dovere nè il potere di risolvere niente e invece giustificando addirittura chi viene pagato e ha il dovere di farsi venire delle belle idee per migliorare la nostra situazione catastrofica; senza considerare che queste stesse persone parlano bene e razzolano male: infatti loro criticano noi di criticare…siamo al colmo!

Voi, pietrini e non, cosa ne pensate del nostro operato; credete che il nostro impegno sia utile allo sviluppo della società?

DITECI LA VOSTRA!!! (lasciando un commento a questo articolo).

P.s.: Potete scrivere tutto ciò che vi passa per la mente, ma a questo punto ci permettiamo di invitarvi a lasciare proposte costruttive e non critiche infondate .