Archivio della Categoria 'Riflessioni'

Saranno solo i rifiuti a sommergerci?

Giovedì 31 Luglio 2008

"La protesta da me fatta in questi giorni per la mancanza di spazio negli appositi contenitori per lo smaltimento della carta (e per il vero anche del vetro e della plastica) e la relativa esperienza da me maturata, nasce, e di questo Vi ringrazio, dalle vostre iniziative per un migliore sistema di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti, grazie alle quali a casa e nel mio studio abbiamo iniziato a separare i rifiuti.

Qui voglio però riflettere, insieme a Voi, sulle ragioni più profonde che hanno determinato l’attuale situazione pietrina, che per me rappresenta, in piccolo, l’intero meridione. La situazione infatti della pulizia pubblica mi pare la metafora dell’intera nostra società

Innanzitutto, e per quanto assurdo, devo subito riferire l’assoluto sconcerto nel sentirmi ringraziare dal Sindaco per essere stato il solo a segnalare il problema. Infatti ciò significherebbe:

a) che nessun altro cittadino pietrino è minimamente interessato alla raccolta differenziata della carta,

b) che il Sindaco e tutto l’apparato politico-amministrativo, comprese le forze ufficialmente di “opposizione”, non girano per le strade, non si avvicinano alle c.d. “campane”, in una parola, ignorano del tutto il problema della pulizia e dell’igiene nel nostro centro abitato.

In realtà però quello che più mi colpisce e continua a colpirmi, non è tanto l’indifferenza dell’intera classe politica,quanto quella, assoluta, dell’intera comunità pietrina. Sono infatti allibito (oggi si usa anche dire: “basito”) e comunque stupefatto (io non smetto mai di stupirmi) nell’osservare come si sia diffuso un atteggiamento di passiva rassegnazione nel costatare, prima, ed accettare, dopo, il quotidiano degrado.

Fino a qualche giorno fa sarebbe stato impensabile anche solo pensare che la nostra bella piazza (che ufficialmente si chiama “Corso…”) e la strada principale (Via Stefano di Blasi) rimanessero sporche ed invase da cartacce, bottiglie di plastica e di vetro, ecc. ecc.. I Pietrini erano sì abituati alle strada sporche della periferia, ma il loro salotto buono erano avvezzi a vederlo spazzare ogni mattina. Da qualche giorno questo non avviene però più. Nessuno spazza queste importanti arterie. Ma al tempo stesso nessuno si indigna. Nessuno accenna al problema. Pensavo: forse i bar faranno una protesta, i “notabili” alzeranno la voce, i pensionati delle società balzeranno finalmente dalle loro sedie per andare a protestare sotto i balconi del Comune, i Parroci lanceranno i loro sacri strali nello domenicali omelie, gli insegnanti porteranno gli alunni a vedere questo scempio così da segnalare loro un esempio da non seguire, le associazioni (ma quali??, prendono tutte, più o meno, soldi dalla politica) inviteranno i loro adepti a sostituirsi ecc. ecc.. NULLA. NON E’ SUCCESSO NULLA se non l’accettazione di questo degrado.

Ma siccome al peggio non c’è fine appena due giorni fa, in pieno giorno, verso mezzogiorno, tre cavalli hanno invaso la piazza ed ovviamente, hanno lasciato le “profumate” tracce di questo loro passaggio. Ebbene ad oggi, 31 luglio, sono ancora lì, sul marciapiede della nostra Piazza. Nessuno ha pulito. Nessuno ha segnalato. Nessuno si è indignato. Nessuno…
Probabilmente a Pietraperzia a Nessuno interessa la cosa pubblica. O per meglio dire la cosa pubblica interessa solo a condizione che sia indirizzata al proprio esclusivo e particolare interesse e problema.
E’ facile concludere che, se una collettività è giunta al punto di ignorare perfino il bene primario della pulizia pubblica, dietro il quale sta immediatamente il bene della salute pubblica, come volete che possa interessarsi a problemi (un po’ più pesanti) quali la mafia, la sua diffusione, la sua accettazione, la disoccupazione, la corruzione, ecc. ecc.
Certo sarebbe interessante chiedersi perché Pietraperzia (e l’intera Sicilia, il meridione) sia caduta (?) così in basso. Io non ho la risposta in tasca. Posso solo manifestare questa mia sensazione: mi pare che ciò sia comodo per tutti. Nessuno deve sforzarsi più di tanto. Tutto è permesso, tutto è consentito. Meglio così, non vi pare?
Io credo che uno spunto potrebbe venirci da quanto ho letto sull’ultimo numero dell’Espresso, in un servizio sull’Afganistan: per l’autore in quel Paese “..il consenso popolare non conta nulla…” perché ciò che vale è ben altro: i signori della guerra, i talebani, la violenza. Ora, io penso che anche da noi il consenso popolare non conti nulla. E da tanto le conseguenze di cui sopra. Ma il discorso si è fatto lungo e sarebbe interessante riprenderlo. Vi va?
Pietraperzia, ho iniziato a scrivere che era ancora il 31 luglio di questa calda estate 2008 e finisco al 1 agosto".
Salvatore Bevilacqua

Riflessioni sulle ultime elezioni

Lunedì 23 Giugno 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avete avuto la possibilità di constatare che finora il circolo Polites non si è pronunciato in merito alle recenti elezioni provinciali.

Vogliamo spiegare per quale motivo abbiamo deciso di non occuparci sul serio della faccenda e allo stesso tempo fare un breve commento sui risultati delle elezioni.

In primo luogo mancava, a differenza delle precedenti elezioni regionali, una lista come quella di Sonia Alfano della quale condividessimo ideali e obiettivi programmatici (gli Amici di Beppe Grillo non hanno presentato alcuna lista perchè sono favorevoli all’abolizione delle province).

In secondo luogo la campagna elettorale condotta qui a Pietraperzia così come in tutta la provincia di Enna non ha offerto spunti di riflessione degni di nota o tali da suscitare il nostro seppur minimo interessamento: più della metà del tempo dei comizi è stata impiegata per screditare gli avversari politici, nessuno ha posto l’accento sull’importanza della raccolta differenziata nella gestione dei rifiuti, nessuno, a nostro modo di vedere, ha affrontato in maniera critica e seria i problemi di cui soffre la provincia di Enna.

Al contrario abbiamo assistito alla solita retorica, frasi scontate, ragionamenti prevedibili, discorsi aleatori che scadevano, spesso, nel misero mondo delle alleanze e degli intrallazzi di corte.

Non ci riferiamo a nessuno in particolare senza per questo voler appositamente rimanere nel vago;  si è trattato di una tendenza diffusa, riscontrabile in tutti gli schieramenti politici.

Abbiamo invece assistito a una notevole evoluzione per quanto concerne le tecniche di "tappezzamento" delle mura del centro abitato con splendidi manifesti che ritraggono i nostri amici nelle pose più varie e allo stesso tempo all’ eclissarsi, dinnanzi a tale scempio ambientale, delle facce dei nostri amministratori al Comune e di quelle delle forze dell’ordine.

Concludiamo questo post commentando, senza con questo voler assumere alcuna posizione in merito, l’esito delle elezioni. La schiacciante vittoria del centro-destra in tutte le provincie siciliane è da prendere con le pinze in quanto imputabile, ovviamente, al forte astensionismo di sinistra che ha caratterizzato queste elezioni.

L’esperienza negativa del governo Prodi ha spinto molti elettori di sinistra, ora come alle regionali di Aprile, a non recarsi alle urne influendo in tal modo in maniera decisiva sull’esito finale a tutto vantaggio delle coalizioni di centro-destra.

La televisione, come al solito, ha aiutato a non comprendere il risultato elettorale, non mettendo in luce il collegamento tra la vittoria del centro-destra e il forte astensionismo dell’elettorato di sinistra.

L’Italia sorda alla voce del sud

Giovedì 12 Giugno 2008

In risposta al commento di Milady del 2 giugno 2008

Cara Milady,
scusa se non ti abbiamo risposto fino ad ora; il fatto è che questo è 1 periodo superimpegnato per tutti i membri di Polìtes: siamo tutti alla prese chi con gli esami di maturità chi con quelli universitari. Proprio stamattina ho sostenuto 1 esame e mi sono preso questo pomeriggio di relax, così sto trovando un pò di tempo per risponderti.
Ho letto gli articoli che ci hai gentilmente proposto e mi trovo molto d’accordo con La Capria (2° articolo), quando afferma che non è il sud a non avere voce, è il resto della nazione che è sordo. Infatti, come giustamente sostiene il giornalista, di certo non mancano le denunce da parte degli stessi intellettuali meridionali: “Levi, la Ortese, Tomasi di Lampedusa, Sciascia e ora Saviano hanno denunciato e proposto, fatto analisi, ma la classe politica non è stata mai al livello della classe intellettuale, l’ ha semplicemente ignorata per inseguire le proprie trame non sempre lecite.”
Il problema è che noi abbiamo la forza di denunciare i problemi che ci affliggono, ma non abbiamo la forza per risolverli; non siamo autosufficienti e il resto dell’Italia, il Nord, ci snobba per questo e ci ritiene come un peso gravante su di loro. Ma forse dimenticano che se noi ci troviamo in queste condizioni è anche colpa loro e che se loro sono così ricchi è anche granzie alla nostra povertà. E allora si limitano a darci qualche aiuto a singhiozzo, qualche soluzione temporanea (come sta succedendo a Napoli), ci mettono qualche toppa diciamo; ma non si impegnano seriamente per cercare di risolvere una volta per tutte i problemi che anche loro hanno concorso a causare e non ci mettono nemmeno nelle condizioni di risolverli da soli.
Ci tengono in una situazione di perenne agonia perchè non hanno alcun interesse a farci rinascere (anzi, hanno l’interesse contrario) e parlano di federalismo: vogliono liberarsi di noi, ci considerano una palla al piede.
Ma io sono sempre convinto dell’idea che i veri cambiamenti non possono partire dall’alto, ma devono iniziare dal basso; proprio da questa convinzione è nato l’impegno di Polìtes: cercare di risellevare le sorti del nostro piccolo paese facendo forza sull’apporto di tutti i cittadini per costruire delle solide basi su cui iniziare a crescere!!

Voglio una società normale

Martedì 8 Aprile 2008

L’ “On.” Mastella che recita la parte dell’agnello sacrificale; il Presidente della Regione Siciliana Cuffaro dimessosi quasi facendo la parte della vittima,     dopo essere stato condannato per favoreggiamento mafioso; il successo mediatico del fotografo Corona
Sono solo tre dei mille esempi che potrei fare al fine di documentare come la società sia cambiata radicalmente…in peggio purtroppo, molto peggio.

Che non esista più una morale è, ormai, più che accertato – e non sarò certo io a fare il moralista – ma siamo di fronte ad un vero e proprio ribaltamento del piano valoriale. I principi cardine che sono stati e che dovrebbero essere sempre alla base di una società civile sono, ahimè, ormai un vecchio ricordo, sostituiti dai più attraenti interessi personali per la ricchezza, il potere, il successo.
Sì, perché la “nostra” è una strana società, dove tutto va al contrario come una videocassetta che si riavvolge, una società malata che porta agli allori i più meschini e i più deplorevoli e che troppe volte chiude le porte in faccia ai più meritevoli, basandosi sulla considerazione che i primi sono i furbi, quelli che sono riusciti a farsi valere nella vita, mentre i secondi sono i fessi.

A mio modo di vedere questo ribaltamento di valori non è meno chiaro e lampante di fiume che scorra verso la sua sorgente, di una cascata che risalga sfidando la forza di gravità; è, molto semplicemente, una situazione innaturale.
E proprio qui sta il problema, nel non accorgersi della innaturalità e della stranezza di molti comportamenti e nel considerarli, anzi, perfettamente naturali e leciti.
Perché non è normale che Corona faccia i soldi ricattando; non è normale che Cuffaro gioisca per essere stato condannato “solo” per favoreggiamento semplice e non aggravato e dichiari con non calanche di aver favorito sì alcuni mafiosi, ma non la mafia (dove sta la differenza, scusi?); non è normale che Mastella (non volendo entrare nel merito di eventuali condotte illecite), in occasione delle sue dimissioni, abbia recitato testuali parole: “fra il potere e la famiglia scelgo la famiglia”, perché normalmente ci dovrebbe essere una “sottile” differenza fra la parola potere e la parola politica…ma noi non viviamo mica in una società normale!
Anche la dignità e l’accortezza di stare in silenzio e riconoscere la propria colpevolezza non si addicono più a questa nuova società, sopraffatte dall’arroganza e dalla tracotanza.

Ciò che è più grave è che il resto della società non si scandalizza più di tali comportamenti, anzi, molto spesso li incoraggia elogiando chi li compie (non a caso Corona è diventato un idolo e incassa migliaia di euro firmando autografi e non a caso Mastella è stato applaudito in piazza a Roma, quando a Craxi avevano gettato le monetine).
Una conferma di tutto ciò la potete avere molto semplicemente accendendo la televisione, sì perché la TV è lo specchio della nostra società: chi fa carriera nello spettacolo, chi merita o chi appare pur essendo vuoto?
A dire la verità ci eravamo quasi illusi che le cose stavano davvero cominciando a cambiare: forse Cuffaro sarebbe finito in carcere a scontare la sua pena, come accadrebbe in una società normale, forse nessuno avrebbe osato allearsi con Mastella per le prossime elezioni…
Macché: il distinto On. Casini ha offerto all’ex presidente della regione un posto in Parlamento, allo stesso tempo battendosi tenacemente per la legalità e la condanna è stata addirittura provvidenziale per Cuffaro (è stato promosso!!), mentre sembrava che davvero nessuno volesse gettare un salvagente a Mastella e tirarlo in salvo nella propria “barca” (non per qualche scrupolo morale, attenzione, ma solo perché i sondaggi preannunciavano un calo notevole dei consensi a chiunque lo avesse candidato!)…nessuno fino a quando il caritatevole socialista Boselli ha deciso di tendergli una mano che l’udierrino haprontamente rifiutato (certo, era proprio l’occasione che aspettava per uscire a testa alta invece che come un cane bastonato!).
Con una espressione della lingua parlata, mi verrebbe da dire: ma stiamo scherzando?? Magari fosse solo uno scherzo; purtroppo è la dura verità, certo dura per chi, come me, desidera tanto un ritorno alla società basata sulla meritocrazia, non certo per chi vuole sfruttare il momento per raggiungere ricchezza, potere e successo.

È vero, le prospettive non sono delle più rosee, ma con l’impegno di tutti riusciremo ad essere, anzi a tornare ad essere una società normale

Filippo A. Bevilacqua