Archivio della Categoria 'Ambiente e salute'

Pulizia delle strade

Domenica 31 Maggio 2009

Pubblichiamo l’ennesima lettera che mandiamo al sig. Sindaco del comune di Pietraperzia, per esortarlo alla pulizia immediata delle principali arterie del paese, considerato lo stato in cui versano.

Ricordiamo che finora il sindaco non ha mai risposto a nessuna delle nostre lettere e delle nostre esortazioni e in più di un anno di attività vi garantiamo che ne abbiamo fatte tante; l’unica risposta che abbiamo ricevuto è stata la più totale indifferenza.

Nella speranza di ricevere risposta, questa è la l’ennesima lettera che abbiamo scritto.

Saranno solo i rifiuti a sommergerci?

Giovedì 31 Luglio 2008

"La protesta da me fatta in questi giorni per la mancanza di spazio negli appositi contenitori per lo smaltimento della carta (e per il vero anche del vetro e della plastica) e la relativa esperienza da me maturata, nasce, e di questo Vi ringrazio, dalle vostre iniziative per un migliore sistema di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti, grazie alle quali a casa e nel mio studio abbiamo iniziato a separare i rifiuti.

Qui voglio però riflettere, insieme a Voi, sulle ragioni più profonde che hanno determinato l’attuale situazione pietrina, che per me rappresenta, in piccolo, l’intero meridione. La situazione infatti della pulizia pubblica mi pare la metafora dell’intera nostra società

Innanzitutto, e per quanto assurdo, devo subito riferire l’assoluto sconcerto nel sentirmi ringraziare dal Sindaco per essere stato il solo a segnalare il problema. Infatti ciò significherebbe:

a) che nessun altro cittadino pietrino è minimamente interessato alla raccolta differenziata della carta,

b) che il Sindaco e tutto l’apparato politico-amministrativo, comprese le forze ufficialmente di “opposizione”, non girano per le strade, non si avvicinano alle c.d. “campane”, in una parola, ignorano del tutto il problema della pulizia e dell’igiene nel nostro centro abitato.

In realtà però quello che più mi colpisce e continua a colpirmi, non è tanto l’indifferenza dell’intera classe politica,quanto quella, assoluta, dell’intera comunità pietrina. Sono infatti allibito (oggi si usa anche dire: “basito”) e comunque stupefatto (io non smetto mai di stupirmi) nell’osservare come si sia diffuso un atteggiamento di passiva rassegnazione nel costatare, prima, ed accettare, dopo, il quotidiano degrado.

Fino a qualche giorno fa sarebbe stato impensabile anche solo pensare che la nostra bella piazza (che ufficialmente si chiama “Corso…”) e la strada principale (Via Stefano di Blasi) rimanessero sporche ed invase da cartacce, bottiglie di plastica e di vetro, ecc. ecc.. I Pietrini erano sì abituati alle strada sporche della periferia, ma il loro salotto buono erano avvezzi a vederlo spazzare ogni mattina. Da qualche giorno questo non avviene però più. Nessuno spazza queste importanti arterie. Ma al tempo stesso nessuno si indigna. Nessuno accenna al problema. Pensavo: forse i bar faranno una protesta, i “notabili” alzeranno la voce, i pensionati delle società balzeranno finalmente dalle loro sedie per andare a protestare sotto i balconi del Comune, i Parroci lanceranno i loro sacri strali nello domenicali omelie, gli insegnanti porteranno gli alunni a vedere questo scempio così da segnalare loro un esempio da non seguire, le associazioni (ma quali??, prendono tutte, più o meno, soldi dalla politica) inviteranno i loro adepti a sostituirsi ecc. ecc.. NULLA. NON E’ SUCCESSO NULLA se non l’accettazione di questo degrado.

Ma siccome al peggio non c’è fine appena due giorni fa, in pieno giorno, verso mezzogiorno, tre cavalli hanno invaso la piazza ed ovviamente, hanno lasciato le “profumate” tracce di questo loro passaggio. Ebbene ad oggi, 31 luglio, sono ancora lì, sul marciapiede della nostra Piazza. Nessuno ha pulito. Nessuno ha segnalato. Nessuno si è indignato. Nessuno…
Probabilmente a Pietraperzia a Nessuno interessa la cosa pubblica. O per meglio dire la cosa pubblica interessa solo a condizione che sia indirizzata al proprio esclusivo e particolare interesse e problema.
E’ facile concludere che, se una collettività è giunta al punto di ignorare perfino il bene primario della pulizia pubblica, dietro il quale sta immediatamente il bene della salute pubblica, come volete che possa interessarsi a problemi (un po’ più pesanti) quali la mafia, la sua diffusione, la sua accettazione, la disoccupazione, la corruzione, ecc. ecc.
Certo sarebbe interessante chiedersi perché Pietraperzia (e l’intera Sicilia, il meridione) sia caduta (?) così in basso. Io non ho la risposta in tasca. Posso solo manifestare questa mia sensazione: mi pare che ciò sia comodo per tutti. Nessuno deve sforzarsi più di tanto. Tutto è permesso, tutto è consentito. Meglio così, non vi pare?
Io credo che uno spunto potrebbe venirci da quanto ho letto sull’ultimo numero dell’Espresso, in un servizio sull’Afganistan: per l’autore in quel Paese “..il consenso popolare non conta nulla…” perché ciò che vale è ben altro: i signori della guerra, i talebani, la violenza. Ora, io penso che anche da noi il consenso popolare non conti nulla. E da tanto le conseguenze di cui sopra. Ma il discorso si è fatto lungo e sarebbe interessante riprenderlo. Vi va?
Pietraperzia, ho iniziato a scrivere che era ancora il 31 luglio di questa calda estate 2008 e finisco al 1 agosto".
Salvatore Bevilacqua

Salvati due vecchi pini

Domenica 18 Maggio 2008

Due vecchi pini siti in p.zza della Repubblica sono stati salvati dall’intervento del nostro circolo e del sig. Francesco Lalomia. 

Le suore  Orsoline, proprietarie del cortile in cui si trovano i due alberi, avevano ben deciso di armarsi di accette e motosega e abbattere i due pini, nel pieno rispetto dello stile di vita "ora et labora".

La preoccupazione era che i due alberi avessero potuto alimentare un incendio a seguito  delle fuoriuscite di gas da una cabina del metano li vicino. In realtà bastava una semplice potatura, come di fatto è avvenuto, grazie a noi.

Ne è uscito fuori un articolo sul Giornale di Sicilia; click qui per l’articolo.

Di male in peggio

Domenica 18 Maggio 2008

Riportiamo l’articolo pubblicato oggi da Beppe Grillo nel suo blog a proposito dei segreti di stato sui depositi di scorie radioattive. A quanto pare, se davvero vi fossero delle scorie radioattive in alcune ex miniere della provincia di Enna, è stato fatto tutto il possibile perchè nessuno lo venga a scoprire.

I siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori potranno essere coperti da segreto di Stato. Lo prevede il decreto entrato in vigore il primo maggio, quindi del governo Prodi.
Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 16 aprile 2008, numero 90. Prevede che: "Nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento".
"Le amministrazioni non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno, comunque, facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione".
"Sono suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti, le attività, i luoghi e le cose attinenti alle materie di riferimento".
L’articolo 261 del Codice penale prevede per chi rivela un segreto di Stato una pena non inferiore ai cinque anni di reclusione.
Se un sindaco dovesse divulgare ai suoi cittadini l’esistenza di una discarica di scorie nucleari nel suo comune finirebbe in galera. Se un sindaco non informasse i cittadini tradirebbe il suo mandato nei loro confronti.
I nostri dipendenti ci trattano come dei sudditi. Se la nostra volontà non coincide con la loro cambiano le leggi, impongono il segreto di Stato sui rifiuti tossici, sulle centrali nucleari. Gli altri Paesi hanno il segreto sulla sicurezza nazionale, sulle basi militari. Noi abbiamo il segreto di Stato sulla spazzatura, su chi ci avvelena, sulle sue motivazioni, sui suoi interessi.
Le centrali nucleari non sono una soluzione per l’energia. I maggiori esperti mondiali sono d’accordo e attraverso il blog raccoglierò le loro testimonianze. Gi inceneritori non sono una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti. I maggiori esperti mondiali sono d’accordo e attrraverso il blog raccoglierò le loro testimonianze.
Il cittadino ha il diritto di essere informato sulle scelte dei suoi dipendenti. Prodi ha firmato il decreto, Veltrusconi lo userà, ma i cittadini non rimarranno a guardare.

Il diavolo brucia, Dio ricicla

Venerdì 16 Maggio 2008

La prima idea che viene in mente a chiunque quando sorge il problema di smaltire un rifiuto è qualla di bruciarlo. L’esperienza dimostra ampiamente che dinnanzi ad un problema posto, la prima idea a venire in mente è sempre quella sbagliata.

Costruire inceneritori per smaltire rifiuti è una soluzione del tutto rozza, quasi primitiva. Bruciare i rifiuti nel 2008 è un evidente anacronismo, è come usare un carretto per andare a lavoro o mandare un messaggio con la telescrivente. I motivi sono tanti, tutti egualmente importanti, ve ne elenchiamo solo alcuni.

  • Dal punto di vista energetico hanno un rendimento negativo: per funzionare richiedono più energia di quella che sono capaci di produrre; è come mettersi una macchina sulle spalle e iniziare a camminare.
  • Sono svantaggiosi per il tessuto socio-economico del territorio in cui vengono impiantati; infatti i soldi che si guadagnano con la costruzione di un inceneritore vanno a finire tutti all’azienda che lo costruisce che è sempre una grossa multinazionale che opera in ambito internazionale. Invece con la raccolta differenziata porta a porta i soldi restano all’interno della comunità locale, circolano e creano posti di lavoro per i cittadini.
  • Cosa più importante: fanno male alla salute. La temperatura all’interno di un inceneritore deve restare costantemente al di sopra dei 900°C perchè al di sotto di tale temperatura alcuni metalli producono diossina. Ma è ampiamente risaputo che a temperature maggiori di 900°C buona parte della materia bruciata si scinde in nanoparticelle (particelle di dimensione inferiore a un miliardesimo di metro). Non esistono filtri di nessun genere capaci di trattenere particelle così piccole: per avere una idea degli ordini di grandezza, è come voler filtrare il pulviscolo dell’aria (quello che si vede in controluce) con una rete da calcio. Queste particelle libere nell’atmosfera vengono assorbiti dalle piante, dagli animali, entrano nella catena alimentare e provocano sull’uomo tumori di ogni tipo.

Non sono teorie campate in aria; non citiamo fonti perchè basta fare una semplice ricerca su google per avere conferma di quanto detto.

Ovviamente in televisione non ne parla nessuno perchè dietro la costruzione di inceneritori si nasconde un giro di soldi che coinvolge politici e imprenditori e in Italia, come è ampiamente risaputo, la televisione di Stato è strettamente imparentata con la politica.

Sembra un problema lontano dalla nostra realtà provinciale, ma in realtà non è così. Abbiamo fatto un giro per la provincia di Enna, non siamo andati in Campania, e guardate cosa abbiamo trovato:

 

 

 

Questi sono solo alcuni esempi. Non siamo molto lontani dal momento in cui la situazione potrebbe precipitare come è successo in Campania. Allora, come è successo li, i politici ci diranno di voler costruire gli inceneritori per rimediare alla situazione. Ma noi dovremo essere il più possibile informati sull’argomento.

E’ per questo che abbiamo scritto e distribuito in tutto il paese questa lettera aperta alla cittadinanza che vi invitiamo a leggere e a diffondere a quanta più gente possibile.

Click qui per la lettera