Blog e siti amici

2 Ottobre 2008

Vorrei spiegare ai lettori il perchè di questi "scambi link" che stanno avvenendo in questi giorni.

L’obiettivo fondamentale di un web log (o più comunemente blog) è quello di guadagnare visibilità su internet tramite i motori di ricerca. Il motore di ricerca più famoso del web, Google, ordina i siti corrispondenti ai criteri di ricerca mediante un algoritmo che li classifica a secondo della loro importanza.

Il criterio fondamentale è che l’importanza di un sito è proporzionale all’importanza dei siti da cui è linkato; per vedere l’importanza di un sito o, come si dice, il suo GoogleRank, basta installare la Google Toolbar.

Di conseguenza è importante essere linkati da un gran numero di siti per far aumentare il proprio coefficiente di importanza su google, in modo che il proprio sito appaia tra i primi in classifica quando viene eseguita una ricerca. Il numero di visite aumenterà non tanto perchè ne arriveranno di nuove dai siti da cui si è linkati, quanto piuttosto perchè ne arriveranno di più dai motori di ricerca.

La pagina "siti amici" servirà per scambiarci i link, in modo da far crescere la nostra visibilità. Per fare un scambio link, linkate la nostra home http://polites.altervista.org sul vostro sito e poi lasciate un commento su uno qualsiasi dei post di questo blog. Se lo scambio link sarà accettato vi inseriremo in questa pagina.

Il mistero Alitalia

3 Settembre 2008

Marco Travaglio spiega il mistero Alitalia nella rubrica passaparola del blog di Beppe Grillo.

La mafia in provincia di Enna: una storia negata

1 Settembre 2008

Tra i libri che abbiamo letto quest’estate vogliamo segnalarvi il testo di Josè Trovato, "La mafia in provincia di Enna, una storia negata", Lancillotto e Ginevra Editori.

L’autore Josè Trovato è un giornalista pubblicista, vive a Leonforte, ha 29 anni e collabora con Il Giornale di Sicilia ed En Tv di cui è direttore.

Il libro racconta le principali inchieste giudiziarie che a partire dalla fine degli anni ottanta ad oggi hanno permesso di fare luce sulla struttura organizzativa di cosa nostra in provincia di Enna, la sua radicazione nel territorio, i molteplici intrecci tra le famiglie, i rapporti con le famiglie delle altre provincie.

Non possiamo ne tantomeno abbiamo intenzione di esprimere alcun giudizio di carattere letterario. Tuttavia noi ragazzi di Polites vorremmo fare un sincero ringraziamento che speriamo possa essere condiviso da tutti i giovani pietrini che, come noi, sono nati tra gli anni ottanta e gli inizi degli anni novanta.

Ringraziamo di cuore tutti i nostri insegnanti di scuola che nell’ammirabile tentativo di spiegarci la mafia, facendo riferimento alla mafia palermitana, ai corleonesi e alla mafia internazionale, si sono dimenticati di dire che noi la mafia ce l’avevamo in casa.

Sappiamo tutte le vicende di Riina, Provenzano, Santapaola ma non sappiamo neanche i nomi degli esponenti della mafia ennese che ebbero con questi ultimi rapporti strettissimi negli anni di piombo della mafia. Ci hanno raccontato dettagliatamente la strage di Capaci ma nessuno ci ha mai detto che essa fu preparata, pianificata e organizzata in provincia di Enna grazie all’appoggio dei boss locali; nessuno ci ha mai detto che i mille chili di tritolo che fecero saltare in aria Giovanni Falcone e la sua scorta partirono da Grottacalda, nei pressi di Valguarnera, alla volta di Palermo.

Una menzione d’onore va poi ai giornalisti locali che hanno sempre attenzionato con grande cura i processi di mafia degli ultimi anni, seguendone gli sviluppi e portandoci a conoscenza delle sentenze più importanti.

Non è bello essere sicuri di vivere in un luogo tranquillo e rendersi conto, nel tempo che si impiega a leggere un libro di poche pagine, che questo luogo non è esattamente come lo si è visto e immaginato per vent’anni.

Saranno solo i rifiuti a sommergerci?

31 Luglio 2008

"La protesta da me fatta in questi giorni per la mancanza di spazio negli appositi contenitori per lo smaltimento della carta (e per il vero anche del vetro e della plastica) e la relativa esperienza da me maturata, nasce, e di questo Vi ringrazio, dalle vostre iniziative per un migliore sistema di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti, grazie alle quali a casa e nel mio studio abbiamo iniziato a separare i rifiuti.

Qui voglio però riflettere, insieme a Voi, sulle ragioni più profonde che hanno determinato l’attuale situazione pietrina, che per me rappresenta, in piccolo, l’intero meridione. La situazione infatti della pulizia pubblica mi pare la metafora dell’intera nostra società

Innanzitutto, e per quanto assurdo, devo subito riferire l’assoluto sconcerto nel sentirmi ringraziare dal Sindaco per essere stato il solo a segnalare il problema. Infatti ciò significherebbe:

a) che nessun altro cittadino pietrino è minimamente interessato alla raccolta differenziata della carta,

b) che il Sindaco e tutto l’apparato politico-amministrativo, comprese le forze ufficialmente di “opposizione”, non girano per le strade, non si avvicinano alle c.d. “campane”, in una parola, ignorano del tutto il problema della pulizia e dell’igiene nel nostro centro abitato.

In realtà però quello che più mi colpisce e continua a colpirmi, non è tanto l’indifferenza dell’intera classe politica,quanto quella, assoluta, dell’intera comunità pietrina. Sono infatti allibito (oggi si usa anche dire: “basito”) e comunque stupefatto (io non smetto mai di stupirmi) nell’osservare come si sia diffuso un atteggiamento di passiva rassegnazione nel costatare, prima, ed accettare, dopo, il quotidiano degrado.

Fino a qualche giorno fa sarebbe stato impensabile anche solo pensare che la nostra bella piazza (che ufficialmente si chiama “Corso…”) e la strada principale (Via Stefano di Blasi) rimanessero sporche ed invase da cartacce, bottiglie di plastica e di vetro, ecc. ecc.. I Pietrini erano sì abituati alle strada sporche della periferia, ma il loro salotto buono erano avvezzi a vederlo spazzare ogni mattina. Da qualche giorno questo non avviene però più. Nessuno spazza queste importanti arterie. Ma al tempo stesso nessuno si indigna. Nessuno accenna al problema. Pensavo: forse i bar faranno una protesta, i “notabili” alzeranno la voce, i pensionati delle società balzeranno finalmente dalle loro sedie per andare a protestare sotto i balconi del Comune, i Parroci lanceranno i loro sacri strali nello domenicali omelie, gli insegnanti porteranno gli alunni a vedere questo scempio così da segnalare loro un esempio da non seguire, le associazioni (ma quali??, prendono tutte, più o meno, soldi dalla politica) inviteranno i loro adepti a sostituirsi ecc. ecc.. NULLA. NON E’ SUCCESSO NULLA se non l’accettazione di questo degrado.

Ma siccome al peggio non c’è fine appena due giorni fa, in pieno giorno, verso mezzogiorno, tre cavalli hanno invaso la piazza ed ovviamente, hanno lasciato le “profumate” tracce di questo loro passaggio. Ebbene ad oggi, 31 luglio, sono ancora lì, sul marciapiede della nostra Piazza. Nessuno ha pulito. Nessuno ha segnalato. Nessuno si è indignato. Nessuno…
Probabilmente a Pietraperzia a Nessuno interessa la cosa pubblica. O per meglio dire la cosa pubblica interessa solo a condizione che sia indirizzata al proprio esclusivo e particolare interesse e problema.
E’ facile concludere che, se una collettività è giunta al punto di ignorare perfino il bene primario della pulizia pubblica, dietro il quale sta immediatamente il bene della salute pubblica, come volete che possa interessarsi a problemi (un po’ più pesanti) quali la mafia, la sua diffusione, la sua accettazione, la disoccupazione, la corruzione, ecc. ecc.
Certo sarebbe interessante chiedersi perché Pietraperzia (e l’intera Sicilia, il meridione) sia caduta (?) così in basso. Io non ho la risposta in tasca. Posso solo manifestare questa mia sensazione: mi pare che ciò sia comodo per tutti. Nessuno deve sforzarsi più di tanto. Tutto è permesso, tutto è consentito. Meglio così, non vi pare?
Io credo che uno spunto potrebbe venirci da quanto ho letto sull’ultimo numero dell’Espresso, in un servizio sull’Afganistan: per l’autore in quel Paese “..il consenso popolare non conta nulla…” perché ciò che vale è ben altro: i signori della guerra, i talebani, la violenza. Ora, io penso che anche da noi il consenso popolare non conti nulla. E da tanto le conseguenze di cui sopra. Ma il discorso si è fatto lungo e sarebbe interessante riprenderlo. Vi va?
Pietraperzia, ho iniziato a scrivere che era ancora il 31 luglio di questa calda estate 2008 e finisco al 1 agosto".
Salvatore Bevilacqua

Due Premier, due filosofie

31 Luglio 2008

  

 

Ieri il Premier israeliano Olmert (foto a sinistra) ha annunciato, in un messaggio televisivo, che non parteciperà alle primarie del suo partito e anzi si dimetterà dal suo incarico fra due mesi e mezzo a metà settembre. La motivazione è un’inchiesta per corruzione che pesa sulla sua testa. Olmert ha dichiarato: "Sono orgoglioso di essere cittadino di un Paese che indaga sul primo ministro. Nessuno è al di sopra della legge, neppure al di sotto…lascerò l’incarico in modo onorevole e dopo proverò la mia innocenza".

Francamente le parole di Olmert starebbero bene pure in bocca al nostro Premier Berlusconi, che invece non ne vuole proprio sentire di lasciare la sua potrona e che cerca di infangare in tutti i modi la magistratura italiana che a suo dire lo perseguiterebbe. E così pochi giorni fa ha confezionato il bel Lodo Alfano, che rende intoccabili tutte le 4 più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente della Camera, Presidente del Senato (Schifani: altro bello spicchio!) e naturalmente Presidente del Consiglio.

Evviva la progredita e civile Società Italiana!!

Voglio vivere in Israele!!!!!!!!!!!!